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Un brevissimo post per ricordare che ormai manca poco, pochissimo al prossimo Festival del Fundraising. Dal loro ufficio stampa mi hanno chiesto di diffondere la notizia, e come al solito lo faccio ben volentieri. Il Festival infatti è stato il mio primo contatto con il mondo professionale del fundraising, sin dalla prima edizione; da allora ho sempre cercato di essere presente (solo l’anno scorso me lo sono perso, sigh); e, salvo inconvenienti, anche quet’anno ci sarò.

Sui motivi per cui vale la pena partecipare ho già scritto in passato (ad esempio qui e qui), ma quest’anno ci sono delle novità allettanti. I premi per miglior fundraiser, miglior volontario e miglior donatore (ne parlavamo lo scorso post) e, mi hanno informato di recente, il Non Profit e-mail Award, promosso da Contactlab. Per spiegarvi di cosa si tratta, lascio la parola a chi è molto più competente di me.

Qualcuno di voi sarà al Festival? Nel caso, ci si vede lì!

Italian Fundraising Award

Della mia esperienza in Canada, uno dei ricordi più belli è stato il Philantropich Lunch, un pranzo durante il quale la sede locale dell’associazione fundraiser premiava alcune categorie di donatori (il miglior giovane volontario, la migliore famiglia filantropica, la migliore piccola azienda donatrice…). Al pranzo erano presenti circa 300 persone (vado a memoria) tra fundraiser, donatori, alcuni beneficiari e personale delle ONP. E’ stato bello vederli festeggiare insieme… e mi è sembrata un’ottima idea.

Per questo ho accolto con gioia la notizia che da quest’anno al Festival del Fundraising verranno assegnati gli Italian Fundraising Award, i premi per il miglior donatore, migliore fundraiser e il miglior volontario. Serviranno a dare visibilità a queste tre categorie… e a festeggiare insieme i risultati raggiunti.

Se un membro di qualche piccola ONP che legge sta pensando “mi piacerebbe, ma non ho donatori milionari… e il nostro fundraiser lavora è una ragazza di 26 anni che lavora con noi solo da 1 anno, non una superstar del fundraising”… vi fermo subito. Nel video qui sotto Valerio Melandri chiarisce benissimo che a vincere non sarà chi ha donato (o raccolto) di più, bensì la storia più bella, quella che possa far da esempio per gli altri

Credo sia uno di quei casi in cui possiamo dire che “più siamo, meglio è”… quindi largo alle candidature!

Pochi minuti fa ho inviato il bonifico con la mia quota associativa annuale per ASSIF, l’associazione italiana fundraiser.

Chi mi conosce sa che ritengo fondamentale la crescita di questa associazione, per un cultura e una professionalità del fundraising italiano che hanno bisogno di crescere e migliorarsi. Il mio personalissimo consiglio per tutti i fundraiser è quindi iscriversi… e invitare i propri colleghi a farlo. Solo così avremo un’associazione forte e realmente rappresentativa.

Per informazioni su come iscriversi e come pagare la quota associativa, potete cliccare qui.

Qui invece la convocazione per la prossima assemblea, dove si deciderà anche il nuovo logo e il nuovo nome.

Buongiorno e buon anno a tutti.

E’ fatta: dopo che l’argomento mi aveva già stuzzicato durante i miei studi (in particolare leggendo questo libro), dopo che ne avevo letto e approfondito sui siti di altri fundraiser (ad esempio qui), dopo aver fatto una ricerca sugli strumenti disponibili in Italia, dopo aver selezionato la causa che che piaceva di più, dopo aver chiesto consigli a due colleghi (Davide e Riccardo, che mi hanno risposto subito e in maniera molto completa: grazie di cuore), dopo aver affinato la cosa chiedendo il parere di alcuni amici (grazie ragazzi!)… si parte: ho lanciato la mia prima operazione di personal fundrasing.

Per il mio compleanno, invece che regali, vi chiedo di fare una donazione a Casa Oz (una non profit torinese). Ecco il sito dell’inziativa.

Una volta conclusa vi dirò le mie impressioni sul settore in Italia, cosa si potrebbe migliorare, quali problemi ho incontrato e cosa avrò imparato… ma per ora concentriamoci sulla compagna.

L’obbiettivo è modesto… ma credo realistico: spero di poterlo raggiungere.

Chi avesse opinioni, suggerimenti, idee… e, ovviamente, chi volesse fare una donazione ;) , è ben gradito. Cerco l’aiuto e il sostegno di tutti.

Grazie di cuore.

Applicazione Flushtracker

Anche se un po' ritardo, tratto volentieri di questo evento che mi è stato segnalato: il World Toilet Day tenutosi il 19 novembre.

Promosso dalla World Toilet Organization (un'ONG che lotta per tutelare il diritto di poter disporre di servizi igenici adeguati), quest'anno ha visto anche il supporto di Domestos, che ha appositamente realizzato un'applicazione piuttosto particolare, di cui parleremo tra poco: Flushtracker.

Il tema della giornata, il diritto di accedere a servizi igenici adeguati, potrebbe far sorridere. Ma, come i buoni fundraiser sanno, non esistono cause non degne di attenzione. Considerando poi il fatto che il 40% della popolazione (2.6 miliardi di persone, secondo la Bill e Melinda Gates Foundation) vive in aree prive di reti fognarie, il problema è tutto meno che risibile. La mancanza di reti fognarie infatti rende gli ambienti in cui le persone vivono estremamente malsani, con un esponziale aumento di numerose malattie: installare toilette e reti fognarie constribuisce quindi a salvare delle vite e a migliorare la qualità della vita stessa.

La questione è talmente tanto rilevante che anche il signor Gates se ne è occupato tramite la sua già citata fondazione e che in tutto il mondo si cercano soluzioni al problema, alcune anche molto fantasiose e innovative.

Per far comprendere quale grande fortuna sia avere una rete fognaria efficiente e pulita (una fortuna su cui siamo letteralmente seduti sopra senza accorgercene) è stata creata Flushtracker, disponibile sul sito www.flushtracker.com.

Basata sulla tecnologia di Google Maps, l'applicazione consente, inserendo il proprio codice postale, di seguire il percorso del proprio scarico da casa fino alla fine del percorso

Io ho fatto la prova, inserendo il mio cap circa 20 minuti fa: lo scarico non è ancora uscito dalla città, ma ne ha fatta eccome di strada!

Il mio consiglio di fare la prova voi stessi: il percorso tracciato sulla mappa potrebbe sorprendervi quanto ha sopreso me.

L'iniziativa rientra nel filone dei giochi su web (come No Distance di Actionaid, di cui abbiamo trattato qualche tempo fa): applicazioni che si stanno diffondendo sempre più, che i costi tutti sommato contenuti del web rendono accessibili anche alle organizzazioni medio-piccole, e che consentono di coinvolgere il potenziale donatore, mescolando l'aspetto ludico con la partecipazione simulata ad un problema.


Articolo sponsorizzato

Viral video by ebuzzing

Accade in questi giorni che a Pinerolo si tenga il meeting regionale dei giovani della Croce Rossa Italiana, un appuntamento annuale nel quale i volontari della Croce Rossa della regione si sfidano con gare basate sulle loro attività. Un momento di confronto, di aggregazione, e ovviamente di sana competizione.

Accade che nel Gruppo Giovani di Pinerolo (vi ho già parlato di loro, ad esempio qui e qui) a Gioia e Federica, due volontarie di poco sopra i 20 anni, venga dato l’incarico di trovare alcuni sponsor. E loro lo prendo sul serio: eccome se lo prendono sul serio!

Fanno una lista delle cose che gli servono, decidono un minimo di strategia (cioè quella di non chiedere tanto soldi, ma materiali; quello che nel fundraising si chiama Gift in Kind), mettono giù un’altra lista con i negozi e aziende che potrebbero fornirglieli e poi fanno la cosa più importante nel fundraising: escono e chiedono.

Conosco Federica e Gioia da tempo, le ho anche avute a lezione quando a Pinerolo mi hanno chiamato a fare degli incontri sul Fundraising… ma non credevo che mi avrebbero sorpreso così positivamente!

La loro ricetta di fundraising è semplice ma efficace, e comprende i seguenti ingredienti:

  • Pianificazione e sinergia con il resto dell’organizzazione: per tutto il tempo si sono sentite con gli altri volontari, per capire di cosa avessere bisogno per svolgere le prove
  • Tenacia: sicuramente si sono prese un po’ di “no” e parecchi “forse”… ma non hanno mai desistito. E per settimane hanno girato i negozi della loro città. Il prossimo poteva sempre essere un “si”.
  • Faccia tosta: ce ne vuole sempre un po’, no? E loro l’hanno saputa dosare con abilità. Come quando, nel chiedere una donazione di palloncini ad un negozio, si sono sentite domandare di quante confezioni avessero bisogno.

- “Beh, all’incirca 50…”

- “Ah, così poco? Io ve ne avrei date anche il doppio”

- “In questo caso ce ne servono 100″.

Il risultato? Sono riuscite ad ottenere praticamente tutto quello di cui avevano bisogno. E poi dicono che i giovani non si impegnano! Credo che il loro successo sia ben sintetizzato in una frase che hanno scritto qualche giorno fa:

Andare a ritirare la coppe del Meeting, sapere che ti sono state donate e che sono incredibilmente belle, ringraziare di Cuore e sentirsi dire:”Grazie a Te per avermi permesso di contribuire” è davvero qualcosa di speciale..:’) 

Insomma, uno splendido esempio di come il fundraising possa essere la tipica situazione “win-win”: quella cioè in cui tutti i soggetti coinvolti vincono qualcosa.

Alberto

p.s. Alcuni di voi potrebbero chiedersi… si, ma Yoda che centra?

Credo che, senza saperlo, Gioia e Federica abbiano seguito un suo fondamentale insegnamento, tratto da “L’impero colpisce ancora” (forse il film più bello di tutta la saga di Guerre Stellari).

Serve la strategia, serve la pianificazione, serve la preparazione… ma alla fine bisogna buttarsi! E bisogna farlo convinti ;)

Dopo un silezio piuttosto lungo, torno a scrivere con piacere su questo blog.

In realtà è una toccata e fuga, ma la questione è piuttosto importante. Infatti l’ASSIF (associazione italiana fundraiser), dopo la nomina del nuovo direttivo ha lanciato un questionario, rivolto a tutti coloro che si occupano di raccolta fondi, per raccogliere idee, impressioni e richieste, in modo da orientare la propria azione al meglio

Il questionario è questo. Io l’ho già compilato ;)

Ma affrettati: la data ultima è il 5/9.

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