Qui al SAIT ho visto due consulenti coinvolti in due progetti diversi. La cosa all’inizio mi ha sorpreso: perche’ spendere soldi per un parere esterno… quando hai in casa un ottimo ufficio di fundraising?
Ragionandoci e parlandone con i colleghi qui, credo di avere individuato 4 motivi per cui fare ricorso ad un consulente sia una buona idea (e una buona spesa…).
1) Quando cominci. Se non hai mai fatto fundraising, hai bisogno di una mano per partire. Non solo facendo formazione pero’: credo che il ruolo del consulente sia anche quello di aiutarti ad organizzare il tuo ufficio e la gestione del tempo e delle risorse, dare insomma una struttura all’insieme delle azioni che vuoi mettere in atto per gestire un’attivita’ complessa (non nel senso di difficile, ma composta da tante dinamiche e variabili diverse) come il fundraising.
2) Quando vuoi avere un parere oggettivo: e’ vero, tu che ci lavori dentro tieni alla causa e sai come funziona la tua raccolta fondi meglio di chiunque altro. Ma forse, proprio per il fatto di “esserci dentro”, sei inbrigliato in meccanismi che ormai dai per naturali e non riesci a vedere opzioni diverse. Un consulente, che magari ha visto piu’ organizzazioni diverse, puo’ darti un parere oggettivo esterno… e magari farti vedere che certe cose sono fattibili anche se non le hai mai fatte prima!
3) Quando hai bisogno di uno specialista: a volte hai bisogno di qualcuno super esperto in un determinato campo (viral marketing, eventi, campaining, fundrising on line…). Oltre ad aiutarti a realizzare l’attivita’ per cui l’hai assunto, potresti anche imparare qualcosa da lui…
4) Quando… non hai tempo! Non sempre si riesce a gestire tutto: un consulente ti puo’ aiutare a sfoltire la mole di lavoro per un determinato lasso di tempo.
Personalmente non amo molto la modalita’ di consulenza che chamo “fundraiser in affitto”, ovvero quella in cui il consulente lavora come se fosse il fundraisers dell’associazione (anche andando a chiedere direttamente a potenziali donatori). Non ritengo che sia opportuno infatti lasciare questo ruolo ad un esterno: questo e’ il compito del fundraiser interno all’organizzazione.




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