E’ fatta: dopo che l’argomento mi aveva già stuzzicato durante i miei studi (in particolare leggendo questo libro), dopo che ne avevo letto e approfondito sui siti di altri fundraiser (ad esempio qui), dopo aver fatto una ricerca sugli strumenti disponibili in Italia, dopo aver selezionato la causa che che piaceva di più, dopo aver chiesto consigli a due colleghi (Davide e Riccardo, che mi hanno risposto subito e in maniera molto completa: grazie di cuore), dopo aver affinato la cosa chiedendo il parere di alcuni amici (grazie ragazzi!)… si parte: ho lanciato la mia prima operazione di personal fundrasing.
Per il mio compleanno, invece che regali, vi chiedo di fare una donazione a Casa Oz (una non profit torinese). Ecco il sito dell’inziativa.
Una volta conclusa vi dirò le mie impressioni sul settore in Italia, cosa si potrebbe migliorare, quali problemi ho incontrato e cosa avrò imparato… ma per ora concentriamoci sulla compagna.
L’obbiettivo è modesto… ma credo realistico: spero di poterlo raggiungere.
Chi avesse opinioni, suggerimenti, idee… e, ovviamente, chi volesse fare una donazione , è ben gradito. Cerco l’aiuto e il sostegno di tutti.
Anche se un po' ritardo, tratto volentieri di questo evento che mi è stato segnalato: il World Toilet Day tenutosi il 19 novembre.
Promosso dalla World Toilet Organization (un'ONG che lotta per tutelare il diritto di poter disporre di servizi igenici adeguati), quest'anno ha visto anche il supporto di Domestos, che ha appositamente realizzato un'applicazione piuttosto particolare, di cui parleremo tra poco:Flushtracker.
Il tema della giornata, il diritto di accedere a servizi igenici adeguati, potrebbe far sorridere. Ma, come i buoni fundraiser sanno, non esistono cause non degne di attenzione. Considerando poi il fatto che il 40% della popolazione (2.6 miliardi di persone, secondo la Bill e Melinda Gates Foundation) vive in aree prive di reti fognarie, il problema è tutto meno che risibile. La mancanza di reti fognarie infatti rende gli ambienti in cui le persone vivono estremamente malsani, con un esponziale aumento di numerose malattie: installare toilette e reti fognarie constribuisce quindi a salvare delle vite e a migliorare la qualità della vita stessa.
La questione è talmente tanto rilevante che anche il signor Gates se ne è occupato tramite la sua già citata fondazione e che in tutto il mondo si cercano soluzioni al problema, alcune anche molto fantasiose e innovative.
Per far comprendere quale grande fortuna sia avere una rete fognaria efficiente e pulita (una fortuna su cui siamo letteralmente seduti sopra senza accorgercene) è stata creata Flushtracker, disponibile sul sito www.flushtracker.com.
Basata sulla tecnologia di Google Maps, l'applicazione consente, inserendo il proprio codice postale, di seguire il percorso del proprio scarico da casa fino alla fine del percorso
Io ho fatto la prova, inserendo il mio cap circa 20 minuti fa: lo scarico non è ancora uscito dalla città, ma ne ha fatta eccome di strada!
Il mio consiglio di fare la prova voi stessi: il percorso tracciato sulla mappa potrebbe sorprendervi quanto ha sopreso me. L'iniziativa rientra nel filone dei giochi su web (come No Distance di Actionaid, di cui abbiamo trattato qualche tempo fa): applicazioni che si stanno diffondendo sempre più, che i costi tutti sommato contenuti del web rendono accessibili anche alle organizzazioni medio-piccole, e che consentono di coinvolgere il potenziale donatore, mescolando l'aspetto ludico con la partecipazione simulata ad un problema.
Accade in questi giorni che a Pinerolo si tenga il meeting regionale dei giovani della Croce Rossa Italiana, un appuntamento annuale nel quale i volontari della Croce Rossa della regione si sfidano con gare basate sulle loro attività. Un momento di confronto, di aggregazione, e ovviamente di sana competizione.
Accade che nel Gruppo Giovani di Pinerolo (vi ho già parlato di loro, ad esempio qui e qui) a Gioia e Federica, due volontarie di poco sopra i 20 anni, venga dato l’incarico di trovare alcuni sponsor. E loro lo prendo sul serio: eccome se lo prendono sul serio!
Fanno una lista delle cose che gli servono, decidono un minimo di strategia (cioè quella di non chiedere tanto soldi, ma materiali; quello che nel fundraising si chiama Gift in Kind), mettono giù un’altra lista con i negozi e aziende che potrebbero fornirglieli e poi fanno la cosa più importante nel fundraising: escono e chiedono.
Conosco Federica e Gioia da tempo, le ho anche avute a lezione quando a Pinerolo mi hanno chiamato a fare degli incontri sul Fundraising… ma non credevo che mi avrebbero sorpreso così positivamente!
La loro ricetta di fundraising è semplice ma efficace, e comprende i seguenti ingredienti:
Pianificazione e sinergia con il resto dell’organizzazione: per tutto il tempo si sono sentite con gli altri volontari, per capire di cosa avessere bisogno per svolgere le prove
Tenacia: sicuramente si sono prese un po’ di “no” e parecchi “forse”… ma non hanno mai desistito. E per settimane hanno girato i negozi della loro città. Il prossimo poteva sempre essere un “si”.
Faccia tosta: ce ne vuole sempre un po’, no? E loro l’hanno saputa dosare con abilità. Come quando, nel chiedere una donazione di palloncini ad un negozio, si sono sentite domandare di quante confezioni avessero bisogno.
- “Beh, all’incirca 50…”
- “Ah, così poco? Io ve ne avrei date anche il doppio”
- “In questo caso ce ne servono 100″.
Il risultato? Sono riuscite ad ottenere praticamente tutto quello di cui avevano bisogno. E poi dicono che i giovani non si impegnano! Credo che il loro successo sia ben sintetizzato in una frase che hanno scritto qualche giorno fa:
Andare a ritirare la coppe del Meeting, sapere che ti sono state donate e che sono incredibilmente belle, ringraziare di Cuore e sentirsi dire:”Grazie a Te per avermi permesso di contribuire” è davvero qualcosa di speciale..:’)
Insomma, uno splendido esempio di come il fundraising possa essere la tipica situazione “win-win”: quella cioè in cui tutti i soggetti coinvolti vincono qualcosa.
Alberto
p.s. Alcuni di voi potrebbero chiedersi… si, ma Yoda che centra?
Credo che, senza saperlo, Gioia e Federica abbiano seguito un suo fondamentale insegnamento, tratto da “L’impero colpisce ancora” (forse il film più bello di tutta la saga di Guerre Stellari).
Serve la strategia, serve la pianificazione, serve la preparazione… ma alla fine bisogna buttarsi! E bisogna farlo convinti
Dopo un silezio piuttosto lungo, torno a scrivere con piacere su questo blog.
In realtà è una toccata e fuga, ma la questione è piuttosto importante. Infatti l’ASSIF (associazione italiana fundraiser), dopo la nomina del nuovo direttivo ha lanciato un questionario, rivolto a tutti coloro che si occupano di raccolta fondi, per raccogliere idee, impressioni e richieste, in modo da orientare la propria azione al meglio
Mi ha scritto l’agenzia che si sta occupando della promozione di “Accendi il futuro”, iniziativa di solidarietà di ING Direct in occasione del 10° anniversario di operazioni in Italia.
Non mi dilungherò molto sull’iniziativa, ma come potrete vedere cliccando sul link partecipare e dare il proprio contributo è semplicissimo.
E qui scatta un interrogativo: fare una donazione deve essere facile, semplice e immediato. Ma se è troppo semplice e veloce…non c’è il rischio che il donatore non faccia in tempo a sentirsi coinvolto? Non rischia di diventare un donatore impulsivo, pronto a donare per qualsiasi buona causa… ma a dimenticarsene 5 minuti dopo? Donatori del genere sono fidelizzabili?
Ogni hanno vengono spesi miliardi di dolllari in aiuti umanitari: ma servono davvero? E che impatto hanno nella lotta alla povertà? Le politiche che applichiamo per ridurre malnutrizione, epidemie e analfabetismo sono davvero efficaci? E se la risposta è “no”… perchè non ne studiamo di migliori?
Sono queste le domande scottanti che si pone Esther Duflo, docente al dipartimento di Economia del MIT e direttrice dell’Abdul Latif Jameel Poverty Action Lab (J- PAL) , network accademico con il compito di studiare le politiche sociali più efficaci.
Credo sia importante incentivare e promuovere studi e discussioni del genere. Personalmente, tollero sempre meno quando un’azione umanitaria o un qualsiasi intervento sociale viene motivato dicendo che “qualcosa bisogna fare” e che “comunque si aiuta della gente”. Non basta “fare qualcosa”, bisogna fare la cosa giusta; e farla nel modo più efficace possibile.
Prima di comprare una casa, andare in vacanza, scegliere un conto corrente, mandare nostro figlio in una scuola piuttosto che in un’altra facciamo decine di valutazioni, confrontando soluzioni diverse: perchè non dobbiamo farlo con le politiche sociali?
Lunga vita quindi al J-PAL (sono così convinto che ho fatto loro anche una piccola donazione), e speriamo che studi del genere vengano sempre più promossi anche in Italia.
p.s. per chi volesse avere anche una traduzione del discorso, lo trova QUI sul sito di TED. Cosa è TED? Ma un’organizzazione non profit, ovviamente
Torno volentieri a parlare di Actionaid Italia con un’altra iniziativa segnalatami da Federica Premoso. Si tratta di No Distance, un gioco on line (una sorta di quiz) con cui il giocatore può rispondere ad una serie di domande su Asia, Africa e Sud America. Il gioco è veloce, è nel rispondere alle domande (ad es. ” cosa è la capoeira?”) non ci si annoia: anzi, si impara pure qualcosa, dato che la risposta contiene anche delle informazioni sui quei tre continenti e sulle attività in loco di Actionaid. Alla fine viene pure dato un punteggio, quindi… vinca il migliore!
Ultimamente molte non profit stanno dedicando la loro attenzione alle applicazioni sul web: penso ad un’inziativa simile di qualche mese fa di Medici Senza Frontiere.
Indice del fatto che, nell’elaborare la loro strategia on line, le non profit stanno passando da una logica di semplice presenza (“apriamo una pagina di fb e copiamoci le notizie del sito”) ad una di interazione. Non in ultimo, applicazioni come queste sono uno straordinario veicolo per ottenere contatti di poteziali donatori.
Insomma, ancora una volta complimenti ad Actionaid!
Venerdì ho avuto il piacere di portare per la terza volta al Master in Fundraising una testimonianza sulla mia esperienza di stage in Canada alla lezione sui grandi donatori tenuta da Guy Mallabone (mio tutor in Canada).
E’ stato bello poter parlare agli studenti di quest’anno dei mi ricordi e delle mie impressioni di allora… e vorrei ringraziarli dell’attenzione.
Anche quest’anno però ho sentito alcuni commenti delle volte scorse: “peccato che in Italia non si possa fare”, “si, ma qui è diverso”, “non c’è una cultura del fundraising adatta”…
Diamine! Sarà che sono i 150 d’Italia, sarà che la città da cui vengo (Torino) è tappezzata di tricolori… ma risvegliamo un po’ di amore patriottico! Viviamo in un paese pieno di opere d’arte; in ogni campo, dalla scienza all’arte, abbiamo avuto e abbiamo ottimi ambasciatori (Dante, Rita Levi Montalcini,…); il mondo intero guarda a noi come esempio di stile di vita; abbiamo pure 4 coppe del mondo di calcio!
Perchè dobbiamo pensare di essere da meno nel fundraising?
Siamo un popolo solidale; abbiamo creatività, passione e sempre più professionalità. I canadesi sono bravissimi (chi mi conosce sa quanto ami quel paese)… ma noi non siamo da meno.
Perchè se è vero che gli anglosassoni hanno inventato il fundraising per le università… è anche vero che noi abbiamo inventato le università!
Il video qui sopra introduce Firefox 4, la versione più aggiornata di uno dei più popolari browser al mondo. Lanciato qualche giorno fa con una campagna web studiata davvero bene (per farsene un’idea, guardate qui e qui), il nuovo Firefox sta riscuotendo un successo davvero notevole: nel momento in cui scrivo sono stati effettuati più di 40 MILIONI di download in pochi giorni. E i download continuano, spinti un po’ da coloro che già lo usavano e lo stanno aggiornando, un po’ da chi, incuriosito dal passaparola, decide di provarlo. A proposito, se volete parlarne su Twitter l’hashtag giusto è #fx4.
Nel simpatico video troverete tutte le principali novità… ma sapete quale è la parte che preferisco? Sul finale, quando dice “essendo una non profit, rispondiamo solo a te”.
Firefox 4 infatti è sviluppato dalla Mozilla Foundation: la potenza del non profit…
Della bella iniziativa di Itunes per il giappone ha già parlato Paolo Ferrara qui.
Ma pare che a Cupertino, sede della Apple, abbiano particolarmente a cuore il paese dei manga. Ecco così comparire “Songs for Japan”, un istant album a cui molti artisti famosi hanno donato una loro canzone. Il 100% dei ricavi andrà alla Croce Rossa Giapponese.
Gli album di beneficenza non sono cosa nuova (qui a lato la copertina di Istant Karma, il fortunato album di Amnesty International), ma l’idea di crearne uno on line, a cos’ poca distanza dall’evento sismico, apre senz’altro scenari più che interessanti per il futuro.
Questo è un blog di studio e discussione sul fundraising, realizzato per potersi scambiare idee e proposte a partire dalla mia esperienza concreta. Un blog che non nasce per dare consigli, ma per riceverne.