Ma se il fundraising è (troppo) facile?


Mi ha scritto l’agenzia che si sta occupando della promozione di “Accendi il futuro”, iniziativa di solidarietà di ING Direct in occasione del 10° anniversario di operazioni in Italia.

Non mi dilungherò molto sull’iniziativa, ma come potrete vedere cliccando sul link partecipare e dare il proprio contributo è semplicissimo.

E qui scatta un interrogativo: fare una donazione deve essere facile, semplice e immediato. Ma se è troppo semplice e veloce…non c’è il rischio che il donatore non faccia in tempo a sentirsi coinvolto? Non rischia di diventare un donatore impulsivo, pronto a donare per qualsiasi buona causa… ma a dimenticarsene 5 minuti dopo? Donatori del genere sono fidelizzabili?

Voi che ne pensate?

2 Pensieri su &Idquo;Ma se il fundraising è (troppo) facile?

  1. Ciao Alberto!!!
    Pensa che io mi sto facendo la stessa domanda! Nel mio caso si tratta di decidere se aderire a Rete del dono (retedeldono.it) sicuramente la conoscerai!
    Ebbene l’interrogativo che ci poniamo in associazione è lo stesso!! (e mi sembra anche l’unica controindicazione credo).
    Hai ponderato altre considerazioni in merito nel frattempo??
    ps: che percentuale chiedono? per fare un confronto…
    un abbraccio Martina

  2. Ciao martina,
    in realtà non conoscevo la rete del dono… grazie di avermelo segnalato!
    si tratta comunque di una degli strumenti di personal fundraising, molto consolidati in ambito anglosassone (basta vedere https://www.justgive.org), che sempre più si stanno diffondendo in italia. da che mi risulti, il primo da noi è stato http://www.iodono.com/home.asp.
    In sostanza, si danno al donatore degli strumenti per coinvolgere la sua rete di contatti in una raccolta fondi, spesso legata ad un evento particolare (il compleanno, o una corsa podistica). il vantaggio è che hai un donatore che lavora per te, coinvolgendo contatti ai quali forse non saresti arrivato e… autofidelizzandosi (se ci metto la facci araccogliendo soldi per conto mio, significa che ci credo, no?). Per approfondimenti, ti rimando a fundraising.it e al blog di paolo ferrara.

    Le percentuali non le conosco, ma vuoi un consiglio? confrontate i vari servizi, valutate tariffe e opportunità (ti lasciano i contatti dei donatori?), ma almeno ad uno iscrivetevi. Male non può fare, avete un altro canale attraverso cui farci conoscere e date uno strumento in più ai donatori.

    Gli autori di “people to people fundraising” (testo fondamentle sul fundraising con il web 2, te lo consiglio) suggeriscono di inserire siti come questi nella pagina del proprio sito dedicata alle donazioni, con un messaggio del tipo “oltre a bonifico, carta di credito,… lo sai che puoi anche donare così?”.

    Spero che questo commento ti serva. Mi fai sapere cosa decidete?

    ciao!

    Alberto

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