Meglio utile che bello


Tutta l’arte è perfettamente inutile.

Oscar Wilde

Tante volte nel fundraising si cerca di fare la cosa più bella. E così si passano ore per le lettere a sistemare i margini più a destra perchè “così stanno meglio”, o aggiungere foto al proprio volantino per renderlo più colorato (il tipografo sarà felice, il budget meno) o chiamare registi acclamati e decine di comparse per fare un “bel video”. Per non parlare dei siti internet: animazioni in flash, musiche di sottofondo, video che partono in automatico non appena ti colleghi (e che a me fanno prendere sempre un colpo, perchè quando sono in internet non mi aspetto che d’improvviso qualcuno si metta a parlarmi dallo schermo).

Spesso tutti queste sono inutili (e a volte anche dannose).

Ma il punto vero è un altro: come fundraisers non dobbiamo fare cose belle ma cose che funzionano.

Non avrà reso un buon servizio alla propria organizzazione chi avrà fatto la lettera più bella e con uno stile aulico, bensì chi avrà fatto la lettera che ha portato più fondi.

Prendiamo ad esempio questo mailing dell’UNICEF, inviato dopo la tragedia di Haiti: è semplice, grezzo, per niente artistico: ma è fatto per funzionare, non per fare arte. E poichè è semplice ed è stato inviato nel momento giusto, probabilmente funzionerà: questo è ciò che conta.

Faccio un altro esempio, stavolta dal profit.

Lo spot qui sotto qualche anno fa era deavvero popolare, soprattutto grazie al suo tormentone (ricordo che, se uscivi di casa dopo le 6, almeno un “buonaseeeera” te lo beccavi). Provate a guardarlo.

Se prima di vedere la fine ricordavate già che si trattava di uno spot della FIAT, fate parte di una minoranza. Più della metà delle persone infatti, dopo qualche giorno dalla visione, non ricordava quale prodotto fosse pubblicizzato (credo che un terzo avesse risposto “prodotti per la pulizia della cucina”).

Uno spot divertente, simpatico popolare e… bello. Ma che non ha funzionato. E quindi non ha svolto il suo scopo.

Alla prossima e… Buonaseeerra a tutti.

 

attenzione! per una completa informazione, leggete anche i commenti qui sotto

4 Pensieri su &Idquo;Meglio utile che bello

  1. Ciao alessandra, grazie mille per il link! che, in sostanza, sembra smontare la sostanza del mio post su “buonaseeeera”.
    Provo a fare l’avvocato del diavolo, e dire così: abbiamo ragione tutti e due.
    le conclusioni su “buonaseeera” che ho inserito in questo post derivano da reminescenze universitarie, e cioè da quando il professore di sociologia della comunicazione ci raccontò che la stragrande maggioranza di chi aveva visto lo spot non ricordava quale fosse il prodotto.
    Forse la ricerca che citava (e che purtroppo non posso recuperare) era stata fatta molto tempo dopo la messa on air; quindi, sul momento era funzionato bene, tanto da far salire le vendite, ma sul lungo periodo ci si ricorda solo lo spot e non il prodotto.
    Magari provo a recuperare l’articolo del Sole che citi, e vedo di capirci un po’ di più.
    grazie ancora e buon fine settimana!

  2. Ricapitolando, dici: “Forse la ricerca che citava era stata fatta molto tempo dopo la messa on air; quindi, sul momento era funzionato bene, tanto da far salire le vendite, ma sul lungo periodo ci si ricorda solo lo spot e non il prodotto.” ?

    Ma una pubblicità promozionale serve a far salire le vendite nel breve periodo, cioè quando è in onda!
    Il lungo periodo non interessa, perché non fa parte degli obiettivi. Strana ricerca, sembra ignorare i fondamenti del marketing …

    Una domanda: sai dirmi come si chiama il professore di sociologia della comunicazione che citi?

    grazie

  3. Ciao alessandra,
    eccomi di nuovo qui.
    Ricordo distantamente parlò del caso.
    Di come fu fatta la ricerca non te lo so dire: è assolutamente possibile che tu abbia ragione, e che la campagna fosse stato un successo: ho inserito un disclaimer nel post, in modo che nuovi lettori abbiano modo anche di leggere questa discussione.

    Ma è anche possibile un’altra cosa…
    Supponiamo che le vendite siano andate bene per motivi esterni alla pubblicità: in fondo l’occasione di sconto proposta dalla fiat era appetibile, e e se non sbaglio erano allora in vigore degli incentivi statali (non erano forse legati all’offerta stessa)? quindi, le vendite in quei mesi sarebbero ragionevolmente aumentate anche senza quella pubblicità.
    Ora, supponiamo anche che l’agenzia pubblicità abbia notato un grandissima riconoscibilità del suo prodotto, e che la fiat abbia anche notato un aumento delle vendite (dovute ai fattori ai fattori esterni alla pubblicità in sè di cui parlavamo sopra): questo spiegherebbe anche perchè la pubblicità è rimasta on air così a lungo.
    Ma sono solo supposizioni… andrò a cercamil’articolo del Sole per capirci meglio.
    Grazie ancora della partecipazione!

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